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EDITORIALE ECONOMICO
 

L’esempio della rana bollita mi invita a rendere noto che il seguente articolo mi è stato censurato. La motivazione pensavo fosse l’appello ai lettori. Invece quello che dovrei togliere è la possibilità di eliminare le imposte, quando la restituzione delle stesse fatta dagli Stati Uniti e l’emissione rilevante di denaro della Fed, già da sole lo confermano e lo conferma anche la Banca del Giappone. Già, lo confermano ma non lo rendono esplicito.
Adesso, proprio sulla base di questo articolo dovremmo pensare a una strategia per riuscire ad uscire dalla pentola prima di essere bolliti. Anche il declassamento Fitch è sulla stessa scia, ma la motivazione è fasulla: anche gli altri Stati sono stati colpiti dal covid19.
Vi ricordo che da quando Draghi ha avviato le operazioni di Quantitative Easing e i tassi sono diventati negativi per i Paesi del Nord Europa, questi Paesi oltre ai soldi ricevuti in prestito beneficiano di lauti compensi, tanto ci sono Stati come l’Italia che continuano a pagare!

Il 9 aprile il Sole24ore ha pubblicato una notizia straordinaria, una notizia che mi riempie il cuore di gioia: mentre registriamo l’allarmante peggioramento dell’economia italiana, la FED americana lancia una campagna di prestiti a favore di aziende e di enti locali. Il progetto è di quelli che ci consentono di guardare al futuro e si colloca esattamente all’opposto della visione cupa dei nostri rappresentanti, che forse inconsapevolmente ci rendono schiavi degli schiavisti.

Cos’ha di stupendo il progetto della Banca Centrale degli Stati Uniti? quello di mettere a disposizione 2.300 miliardi di dollari alle aziende, alle famiglie, ai consumatori, alle città e agli Stati, complessivamente una popolazione di 327 milioni di abitanti (2018), cioè 7.034 dollari ad abitante a prescindere dall’età e dalla ricchezza individuali (circa 600 dollari mensili, MENSILI non l’elemosina prospettata dal nostro governo alle sole imprese che non hanno potuto lavorare!).

Le banche commerciali che cureranno l’istruttoria dei crediti rischiano solo il 5 per cento dell’erogazione creditizia, perché il 95 per cento dell’esposizione se le assume la FED. In pratica la banca è incaricata di erogare un prestito che non sarà obbligatorio restituire, purché in quest’ultimo caso essa ci rimetta il 5 per cento e il suo conto economico sia capace di assorbirlo. L’idea non vi pare straordinaria? Ma non viene presentata per quello che effettivamente è. Infatti, il provvedimento prevede che 600 miliardi di dollari saranno destinati alle grandi società con oltre 10 mila dipendenti e almeno 2,5 miliardi di ricavi, che potranno chiedere prestiti agevolati quadriennali da 1 a 150 milioni di dollari, ma le banche dovranno cedere il 95 per cento delle erogazioni all’apposito fondo della Fed; in questo modo le sofferenze delle banche non potranno crescere. E’ chiara la lettura? Se tutti i crediti non venissero restituiti le banche commerciali dovrebbero ammortizzare complessivamente solo 30 miliardi di dollari: un’inezia a confronto delle svendite di crediti alle quali le banche di proprietà italiana sono state tenute a sottostare nel recente passato.

Altri 850 miliardi sono destinati ad acquistare titoli sia sul mercato primario che secondario, titoli e obbligazioni con un rating anche piuttosto basso (BB-).

Ai 50 Stati, e alle città aventi più di di un milione di abitanti, saranno destinati 500 miliardi per fornire la liquidità necessaria a fronteggiare le spese indispensabili per l’emergenza virus.

Alle piccole aziende con meno di 500 dipendenti il previsto plafond di 349 miliardi si è già esaurito e dovrà essere rifinanziato dal Congresso. Esso prevede la concessione di prestiti agevolati che, per le imprese che non licenziano o che assumono personale il 75 per cento dell’erogazione è e sarà a fondo perduto.

Infine la FED si è impegnata a operazioni di Quantitative Easing senza limiti.

La FED si occupa degli operatori, ai privati ci pensa il Governo; infatti gli adulti residenti con reddito fino a 75 mila dollari hanno già ricevuto, senza fare nessuna richiesta,sul proprio conto corrente 1.200 dollari a cui si aggiungono 500 dollari per ogni minore.

L’aspetto positivo è rappresentato dall’impulso espansivo che contrasta qualunque dinamica negativa.

Sembrerebbe che ci guadagnano tutti. Ma è una politica redistributiva con effetto espansivo. Essa va a favore di tutti i beneficiari delle erogazioni, che rappresentano delle vere e proprie liberalità.

Ovviamente, siccome al termine ci sarà un’espansione monetaria, i titolari di ricchezza monetaria si vedranno ridurre il valore reale della stessa in relazione al valore dell’elargizione rispetto allo stock esistente; siccome il dollaro è una moneta di riserva, il costo di tale politica espansiva sarà posta a carico anche dei soggetti esteri detentori di tali valori (se ipotizziamo uno stock di ricchezza monetaria in dollari pari allo stesso importo della manovra – cioè 2.300 miliardi + il QE che sarà realizzato – avremmo una svalutazione dello stock del 50 per cento).

La “gretta e miope” Europa, invece, continua con la sua politica vessatoria a danno dei più deboli “ingrassando” gli avidi Paesi del Nord. Se fossimo stati noi Italiani ad essere nelle loro condizioni non avremmo mai continuato a “stringere il collo” dei soggetti deboli come invece si stanno comportando i nostri “competitor” europei, bensì saremmo stati i primi a chiedere di modificare l’ultraventennale politica di austerità.

In una decina di articoli dei cinquanta pubblicati su questo quotidiano ho anche quantificato le più importanti limitazioni subite dall’Italia, ma solo quelle che non appaiono come “vessazioni”; la quantificazione porta a una cifra che supera i 2.252 miliardi di euro. Praticamente è come se una manovra europea del calibro statunitense fosse stata posta a carico solo sul nostro Paese.

I politici italiani si limitano a proporre l’accensione di debiti senza pensare che aumentare i debiti comporta non solo restituire le somme prese in prestito, ma anche aggiungervi gli interessi che ci verranno addebitati. Qualche proposta si limita a suggerire di indirizzare gli Italiani a trasferire le proprie disponibilità rendendosi creditori verso lo Stato in modo da non indebitarci verso l’estero, aggiungendovi qualche altra idea di supporto; senz’altro migliori rispetto all’aumento del passivo, ma incapace di movimentare capitali sufficienti. Io propongo quello che più volte avrei voluto che i politici prendessero in considerazione. Si tratta di applicare la scoperta “auritiana” del valore indotto della moneta e rendere tutti proprietari del proprio mezzo di pagamento, in attuazione della dottrina sociale della Chiesa, promossa dalla Rerum Novarum e relegata da sempre nel cassetto delle grandi utopie (cioè funzione sociale della proprietà, promozione della prosperità pubblica e privata quando l’iniziativa dei privati non basta, valore umano del lavoro, che non può essere considerato come una semplice merce).

Richiamando gli Italiani alle loro tradizioni storiche che avevano consentito all’Italia di diventare la quarta potenza economica mondiale, il progetto potrà partire non appena cesserà il “regime degli arresti domiciliari” e si svilupperà nelle seguenti cinque tappe:

1.

a) costituzione di un’Associazione politico culturale con l’ulteriore compito di assistere tutte le Associazioni/circoli che nasceranno nelle varie zone del Paese; (FATTO E’ STATO FONDATO MOVIMENTO RISCATTO NAZIONALE)

b) nelle Associazioni/Circoli, tra gli aderenti non si dovrà usare l’euro nelle transazioni, bensì un buono cartaceo di proprietà del portatore; (DI PROSSIMA COSTITUZIONE)

c) l’associazione dovrà contribuire a ridurre/estinguere tutti i debiti gravati da interessi accesi dagli associati;(OBIETTIVO DA REALIZZARE)

2.

d) favorire la nascita di altre Associazioni/Circoli sul tutto il territorio nazionale grazie alle notevoli disponibilità economiche che gli aderenti riusciranno a ripartirsi in considerazione dei risparmi economici realizzabili, attraverso gli sconti e l’eliminazione degli interessi passivi;

3.

e) grazie all’analisi dei flussi economico/finanziari tra le associazioni avvio di nuove iniziative che riducano sempre più l’uso dell’euro fino all’affrancamento dallo stesso e di qualunque debito getto ad usura;

4.

f) evidenza dell’inutilità del sistema impositivo e fiscale;

g) conversione della classe politica;

h) abolizione dei gravami fiscali;

i) eliminazione della disoccupazione strutturale.

5.

j) l’esempio associativo italiano dimostrerà all’Europa che è possibile seguire una strada opposta all’austerità

Chi è interessato a supportare questa iniziativa è invitato ad inviare una mail al seguente indirizzo appositamente dedicato, indicando tutti i suoi dati (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, recapito telefonico e simili, professione, e quanto possa essere utile alla conoscenza reciproca):movimentoriscattonazionale@gmail.com .

E’ ovvio che il successo dell’iniziativa è legato alla quantità di aderenti a questa proposta, pertanto chiedo la cortesia di divulgare la notizia.
Grazie

Paolo Tanga