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VI SPIEGHIAMO LA TRUFFA DELL' EURO ATTRAVERSO LA POLITICA DI INTERVENTO CON IL QUANTITATIVE EASING
 

Il sistema euro è micidiale. Pensiamo solo al Quantitative Easing. Sono operazioni di acquisto di attivi bancari da parte della Banca Centrale Europea fatti per il tramite delle rispettive banche centrali nazionali. Ogni banca centrale viene autorizzata ad acquistare dalle banche operanti nel proprio Paese (quindi per l’Italia in massima parte di proprietà straniera) e, a fronte dell’autorizzazione, l’8 per cento di quanto autorizzato viene passato in proprietà della BCE. L’autorizzazione è proporzionale alla partecipazione al capitale della BCE. Ciò vuol dire che gli acquisti della Banca d’Italia, che sono stati ridotti a partire dal 1.1.2019, sono notevolmente inferiori a quelli fatti ad esempio dalla Banca centrale tedesca. Qual è la conseguenza di questa circostanza? Semplifico per rendere di immediata percezione quello che ci nascondono.
La semplificazione sta nel fatto che suppongo che gli acquisti di bund tedeschi sia il doppio rispetto ai titoli italiani e che lo spread tra i titoli sia di 200 punti. Ciò significa che se il titolo italiano ha una cedola del 2 per cento e durata residua decennale lo posso acquistare sul mercato a 100, mentre il titolo tedesco di pari durata e pari cedola lo devo pagare 100 più il valore attuale di 100 maggiorato del valore attuale dell’incasso del due per cento annuale per dieci anni.Semplificando, la Bunderbank verserà alla banca commerciale tedesca almeno 120 per ogni 100 euro di titoli acquistati, ma dovendone acquistare il doppio di quelli che acquista la Banca d’Italia, il prezzo di mercato si accresce in misura maggiore rispetto agli acquisti fatti in Italia, pertanto la banca commerciale tedesca incasserà, verosimilmente 122 o ancora di più, man mano che cresce l’azione del Quantitative Easing. In Italia ci accontentiamo della riduzione dei tassi, mentre in Germania la BCE e la Bundersbank trasferiscono gli interessi percepiti sui titoli italiani (il 2 per cento, magari ridottosi all’1,8 per cento) sotto forma di interessi negativi (lo 0,4 per cento corrispondente al doppio della riduzione di cui hanno beneficiato i titoli italiani per effetto del QE che ho supposto incidente per lo 0,2 per cento, essendo doppio l’ammontare di QE previsto per la Germania). Non so se mi sono riuscito a spiegare. Questo loro lo sanno, ma noi non ci riflettiamo. In questo modo l’Italia in maniera surrettizia e invisibile trasferisce ricchezza finanziaria ai partners europe grosso modo per 250 miliardi di euro solo nel 2019.

Paolo Tanga

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